La voce della luna

Questo è un favore personale che faccio ad una cara amica. Era da un pò di tempo che non la rivedevo e quello che mi ha raccontato non mi ha lasciato indifferente.

Si tratta di una notizia di cronaca della mia città, Trieste, accaduta circa un anno fa e che non si sta risolvendo nel migliore dei modi. Riguarda suo fratello, un imprenditore triestino molto noto per le cose che è riuscito a fare nella sua città e che ha visto bruciare il suo locale La Voce Della Luna aperto giorno e notte, sul lungomare che porta da Trieste al castello di Miramare, mentre lui era dentro, cercando di recuperare la stanchezza prima di riaprire nuovamente.

Molti triestini e non, conoscevano quel locale ed anche io c’ero stata un paio di settimane prima.

Questo signore, Marcello Di Finizio, ora sta facendo lo sciopero della fame per una serie di vicissitudini burocratiche che non gli stanno permettendo di rimettere in piedi l’attività. E’ allo stremo delle forze fisiche e psicologiche. E’ un uomo che sta combattendo per la sua dignità di uomo ed imprenditore che, come accade spesso in Italia, non viene visto dal punto di vista umano dalle persone che stanno nei palazzi e che non si rendono conto di essere, in qualche caso, responsabili anche della vita e della morte delle persone.

Anche il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, a suo tempo si era mosso per sensibilizzare la popolazione ma ora sembra che interessi politici superiori lavorino a sfavore di questo imprenditore.

Il mio post lo dedico a lui ed a sua sorella, visibilmente preoccupata, la quale mi ha dato una copia della lettera aperta indirizzata ai politici italiani che, si spera, riescano a mettere da parte la loro rigidità ed indifferenza che nascondono dietro a regole scritte da uomini ma che nulla hanno a che fare con regole morali che dovrebbero prescindere dalle precedenti.

Il mio pensiero và a tutte le persone coinvolte e questo è il mio piccolo contributo, spero che leggendo questa lettera vi sia venuta voglia di dedicare qualche minuto del vostro tempo per leggere la vicenda dettagliata, sono certa che conoscere quest’uomo non lascerà indifferenti neanche voi. Potete contribuire firmando la petizione rivolta ai politici affinche facciano quanto è in loro potere per risolvere questa spiacevole vicenda.

Questo scrive lui in chiusura della sua lettera aperta a tutti noi:

“Spesso la gente mi vede come una persona molto forte,
coraggiosa e determinata, ma devo confessare che io
non sempre riesco ad essere così impavido e tanto meno
sicuro di quello che faccio. A dispetto delle apparenze
invece… vorrei essere più coraggioso, ma in questo
momento ho veramente molta paura per il mio futuro,
anche se la mia paura più grande non è quella della
povertà e so che sembrerà strano ma neppure della
morte, quello che mi spaventa di più è di essere
dimenticato, e che tutto questo vada perso per sempre.
Penso che la vera ricchezza risieda nella capacità di
donarsi agli altri con le mani piene di allegria, senza
paura di perdere qualcosa o di essere fraintesi, nella
capacità di riconoscere la bellezza in ogni sua forma,
quella bellezza dalle proprietà balsamiche e
medicamentose, che trova il suo senso nella
condivisione, capace di produrre una magia così
potente da far vibrare l’umanità ad un livello più alto,
verso quell’immensa e meravigliosa anima collettiva.”
Con affetto
Marcello Di Finizio


E questo è il mio personale appello ai triestini ed estimatori di Trieste

Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla”
Edmund Burke (1730 – 1797)



Una grande lezione di vita

Una delle più ispirate lezioni di atteggiamento mentale l’ho avuto da mio figlio di 7 anni tra il Natale e la fine dell’anno 2008.

Un giorno, mentre stavo scrivendo gli obiettivi che vorrei realizzare in futuro, arrivò mio figlio e mi chiese che cosa stessi scrivendo. In quel preciso momento stavo pianificando un obiettivo a lungo termine che comporterà un notevole investimento finanziario e di energie per la ristrutturazione di un edificio che al momento è solo nella mia mente. Stavo pensando proprio al “come” fosse possibile realizzarlo ma mio figlio aveva un’altro punto di vista.

Lui al “come” non ci stava proprio pensando, no, a lui il “come” non interessava e non era importante perchè lui lo stava già vedendo realizzato, per lui era già una realtà, tant’è che mi ha chiesto: ” Ma, potremmo venirci anch’io ed il papà”? e l’ha detto con una tale semplicità, senza filtri o dubbi di nessun tipo.

In quel momento ho visto in opera l’atteggiamento giusto per la legge di attrazione e mi sono resa conto che ci credeva più di me e che, anch’io alla sua età credevo che tutto ciò che c’era nella mia mente si potesse realizzare, prima che arrivasse qualcuno a chiedermi: “Si, ma come”? oppure a dirmi: “No, non è possibile”. Un giorno, quando quel progetto sarà diventato realtà, potrò dirgli: “Vedi, questo lo devo a te”, grazie.

Non permettete mai a nessuno di dirvi “non è possibile”. Eleonora