


Un leader non è un capo così come un capo spesso non è un leader. La sostanziale differenza tra un capo ed un leader è ben riassunta in questo detto: “Il capo è colui che ti fa fare le cose, un leader è colui che ti fa venir voglia di farle”.
Alla guida della maggior parte delle aziende troviamo dei capi, persone che spesso non sono leader e che per questo fanno molta più fatica a gestire le persone, infatti non sono in grado di riconoscere le potenzialità ed i talenti dei loro sottoposti e pensano che con il pugno di ferro possano ottenere più risultati. Questi non sanno riconoscere la differenza tra autorità ed autorevolezza e nessuno gli ha mai spiegato la differenza.
Fortunatamente ci sono anche delle realtà imprenditoriali nelle quali le persone sono il bene più prezioso, sono stimolate a dare il meglio di sè, sono incentivate a manifestare la creatività e a sentirsi parte di un gruppo che sta costruendo qualcosa di positivo che porta benefici oltre che a loro anche a molte più persone, si sentono parte attiva di un cambiamento che parte dalla loro realtà aziendale.
E’ necessario che alla guida di queste realtà ci siano persone in grado di sentire e condividere questo obiettivo comune più elevato. Deve esserci una persona che ha un profondo rispetto per i singoli individui e che nello stesso tempo riesca ad influenzare le persone in maniera da fargli desiderare ed essere felici di essere parte di quel progetto.
Sono ancora poche ed io ho avuto la fortuna di conoscerne una e di iniziare a lavorarci. Riconosco nel suo fondatore e nei suoi collaboratori più vicini la capacità di leadership, riconosco il profondo rispetto per le persone e la disponibilità a farle crescere lavorando per un progetto comune quello di essere un contributo al miglioramento del mondo a partire dal proprio lavoro.
In questa azienda c’è spazio per tutti coloro che hanno voglia di darsi da fare, che hanno un atteggiamento positivo e che vogliono essere parte del cambiamento. Contattatemi per saperne di più qui sarò felice di farvi conoscere questa splendida azienda.
Per approfondire
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apr
15
Ci sono giornate in cui mi sento più felice di altre. Ci sono diversi motivi per esserlo, non perchè io sia più fortunata di altri, ma forse perchè ho imparato ad apprezzare tante piccole cose, anche insignificanti o scontate per qualcuno che felice non lo è mai. Questa felicità mi emoziona.
Mi emoziona pensare che ho degli amici stupendi sui quali posso contare in caso di bisogno, anche di una semplice parola nei momenti meno felici.
Mi emoziona ricevere email, come quella di stamattina, di un amico che ho incontrato una volta sola per poche ore ed è diventato più amico di qualcuno che conosco da anni.
Mi emoziona sapere dove sono e dove voglio arrivare e sentire che è la cosa giusta per me.
Mi emoziona avere il coraggio che sto dimostrando a me stessa giorno dopo giorno nelle scelte che faccio.
Mi emoziona sapere che se sbaglio non sono inadeguata ma posso semplicemente fare qualcosa di diverso per non sbagliare più.
Mi emoziona aver incontrato Anna che questa notte sarà andata a dormire sicuramente dopo di me, che sono andata alle 2.00, per sistemare un regalo che abbiamo preparato ai nostri visitatori di www.ilsalottodielyeanna.it.
Sono felice perchè piango solo per i momenti di gioia e non piango più per tristezza. Sarà fortuna? Sarà saggezza? Semplicemente sono fatti! Fatti a cui dò un valore importante.
E tu? Senti mai il bisogno di piangere di gioia? Oppure sono più i momenti di tristezza? Qualsiasi sia il tuo stato d’animo in qualsiasi momento ricorda che dipende solo da te mantenerlo o modificarlo.
Se ti serve qualche spunto per scoprire come, scarica dal blog www.ilsalottodielyeanna.it il report gratuito “Il potere di costruire il proprio carattere” (I pensieri creano la realtà).
Ti aspetto nel Salotto, sarò felice di darti il benvenuto!
Eleonora
mar
6
Questo post lo sto scrivendo mentre sono in riva al mare, su una spiaggia non lontano da casa mia, oggi c’è uno splendido sole e mi sono regalata una passeggiata per riflettere. Mentre cammino mi viene da pensare alla serata di ieri, una serata molto piacevole e coinvolgente, trascorsa ad una presentazione dei corsi di Roberto Re con lo scopo “consapevole” di conoscere lui ed il suo lavoro, sono arrivata alla conclusione che arriverà il momento in cui parteciperò ad uno dei suoi corsi. Però mi rendo anche conto che lo scopo “inconsapevole” era assolutamente un’altro cioè quello di conoscere altre belle persone che, come me, stanno cercando di cambiare il mondo con le loro azioni. Non è presunzione o mania di grandezza affermare questo bensì viene dalla consapevolezza che da noi e dalla nostra realtà quotidiana possiamo influire positivamente nella vita di chi ci circonda e migliorare la nostra vita e quella degli altri. Mi piace immaginare questa idea come quei cerchi concentrici che si formano in uno stagno quando buttiamo un sasso, dove noi siamo il sasso portatore di benessere e positività ed i cerchi sono le persone che da noi verranno toccate. Anche a loro dico grazie, per essere entrate nella mia vita ed essersi fatte riconoscere. Vi voglio bene!

gen
20
Una delle cose che mi sconvolgeva piacevolmente da adolescente era la comunicazione telepatica.
Avevo un’amica del cuore con la quale uscivo spesso e mi divertivo. A volte, mentre stavamo parlando, ci capitava di dire le stesse identiche parole nello stesso momento oppure, mentre una delle due stava pensando ad una cosa in particolare, l’altra la esprimeva a voce. Quando succedeva ci guardavamo e scoppiavamo a ridere, erano attimi davvero magici.
Il tempo, le difficoltà e la vita in generale ci hanno separato ma questo tipo di comunicazione è l’aspetto che ricordo con più piacere di quell’amicizia.
A volte mi capitava di ripensarci e di accorgermi che, purtroppo, non accadeva più ed era un vero peccato, probabilmente dipende dal fatto che non si usano tutte le potenzialità del nostro cervello e che questa comunicazione l’abbiamo persa con l’evoluzione.
Ma ecco la novità, un bel giorno conosco Anna le nostre strade si incrociano mentre siamo sul rispettivo percorso di crescita e la magia ritorna, una delle due pensa una cosa e l’altra la trasforma in parole e mi chiedo da cosa potrebbe dipendere, forse dal fatto che entrambe siamo attente ad un livello superiore di comunicazione oppure da capacità che stiamo utilizzando un po’ più degli altri? Poco importa il motivo, sono felice di riscoprire questa emozione che credevo definitivamente persa con l’età adulta.
Nel frattempo io ed Anna non ci siamo limitate semplicemente a parlare di noi ma abbiamo deciso di collaborare su un progetto di cui leggerete a breve. Ho la percezione che sarà qualcosa di strepitoso.
Grazie Anna e grazie all’Energia Universale che ci ha fatto incontrare. Eleonora






