E basta parlare di crisi!!!

Già, io dico basta!
Non se ne può più di sentirne parlare, io preferisco chiamare questo periodo con un altro termine “decrescita“. Sì, è vero che la decrescita c’è ed è sotto gli occhi di tutti ma se la smettiamo di parlare di crisi e gli diamo il giusto nome, l’atteggiamento con il quale la affrontiamo cambia radicalmente.
Provate a percepire che cosa trasmettono i due termini e quale dei due vi fa sentire più tranquilli, ricordatevi che anche le parole hanno una loro energia e ci fanno reagire in modi diversi.
Ma analizziamo questa famosa decrescita, se ci pensiamo un attimo, davvero nessuno di noi sapeva che prima o poi sarebbe arrivata? Davvero pensavamo che il consumismo sfrenato, la produzione di beni non necessari poteva continuare all’infinito? Davvero credevamo che si potesse sfruttare il pianeta per sempre, inquinarlo trasportando da una parte all’altra mercanzie di tutti i generi?
Abbiamo creduto davvero che ci servivano vestiti nuovi ad ogni saldo di stagione, la macchina nuova, i mobili nuovi, le schifezze alimentari pronte, solo da scaldare ma molto più costose, l’ultimo modello di cellulare e che a Natale bisogna fare assolutamente dei regali anche se sono inutili cianfrusaglie che non si sanno neanche dove mettere.
Ma davvero abbiamo creduto che il valore di un abito è nel nome che c’è scritto sull’etichetta o, peggio ancora, in bella vista così da regalargli un bel pò di pubblicità gratuita che non andrà comunque a migliorare la vita di quei disgraziati che li hanno prodotti in luoghi fetidi per 20 ore al giorno e che, mentre noi ci sentivamo fighi indossandoli, loro dormivano per terra le rimanenti 4 ore? E magari abbiamo anche creduto che, potevamo permettercelo perchè tanto esisteva il credito al consumo ed avremmo potuto pagare dopo un anno. Ma certo, molti ci hanno creduto perchè nessuno aveva interesse a farci credere il contrario e nessuno ha mai avuto l’interesse di insegnare nelle scuole dell’obbligo o in famiglia le basi fondamentali del vero benessere, quello che non ha nulla a che fare con i beni materiali di cui ci circondiamo e che assimiliamo dalla tv.
Ed ora ci stanno dicendo che c’è la crisi. Ma credete davvero che ci sia la crisi? Volete davvero credere anche a questo? Beh, sarete sempre voi a decidere quello in cui volete credere ma vorrei anche farvi vedere l’altra faccia della medaglia.
Ho deciso di non credere alla crisi ma alla decrescita e sono felice che è finalmente arrivata, perchè se credo alla crisi ho paura e se ho paura sono facilmente manipolabile e, certamente chi sta sbandierando ai quattro venti questa paura, lo sa molto bene.
Lo sapevate che il Centromarca, l’organismo che tutela e monitora gli acquisti dei prodotti di marca ha registrato un aumento degli acquisti nel mese di gennaio. Eh già, c’è la crisi e le persone acquistano più prodotti di marca per avere più sicurezza.
Ma vi siete accorti che  continuano ad aprire sempre più ipermercati e megastore di prodotti tecnologici? Guardatevi intorno e usate il vostro senso critico, non continuate a farvi manipolare, questa non è crisi, è decrescita! E’ una curva fisiologica, tutto funziona a cicli, dal movimento terrestre al nostro ritmo del sonno, alle maree ecc., tutto è ciclico e la decrescita è la curva più bassa di un ciclo in cui abbiamo creduto che ci servisse più del necessario.
Se non ci faremo manipolare con la paura ed accetteremo il fatto che si può vivere tranquillamente e bene con molto meno, che non succederà nulla se terremo lo stesso cellulare per qualche anno e che se non riusciremo ad andare alle Maldive o sul Mar Rosso oppure a fare una crociera potremmo finalmente goderci gli splendidi posti che abbiamo vicino a noi.
Potremmo pensare che è meglio fare una buona torta semplicemente con farina, burro, zucchero e uova, magari fatta insieme ad in nostri bambini invece che di acquistarla pronta e piena di conservanti ma più cara, e che per fare un piatto di pasta con il pomodoro ci vogliono solo 10 minuti in più rispetto a quella che salta  ed è molto meno sana e non avremmo inquinato facendola arrivare con i camion nel supermercato sotto casa perchè i pomodori li avremmo acquistati nel mercato dei produttori locali. La decrescita può essere un bene e, se apriamo gli occhi e non ci facciamo prendere dal panico, è davvero l’occasione giusta per riappropriarci della nostra umanità e naturalità, così da farla diventare una decrescita felice. Vi auguro di avere la saggezza per superare il momento nel migliore dei modi. Un abbraccio. Eleonora
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Siamo perfetti

Ci vogliono perfetti, perfette madri, padri, mogli, con corpi perfetti, imprenditori perfetti e….. lascio alla vostra fantasia o realtà personale, continuare questo elenco.

Ma chi è che decide i canoni di tutta questa perfezione? Potrebbe essere qualcuno che vuole vendervi dei prodotti oppure qualcuno che vuole manipolarvi facendovi sentire inadeguati. E’ chi non si sente perfetto che vuole trovarvi dei difetti per sentirsi meglio.

Questo articolo è per te! Per te che ti senti perfetto nonostante non comperi questo o quel prodotto, anche se non sei magro come ti dicono che dovresti essere e per tutti gli altri motivi che vorrai raccontarci.

Nei commenti, sentiti libero di esprimerti come sei e non come vorrebbero gli altri.

Raccontami i tuoi successi verso la libertà dai canoni imposti dall’esterno.

E se non ti sentissi perfetto/a? Scrivi ugualmente e resta collegato attraverso i feed, troverai sicuramente dei validi motivi per capire che già lo sei.

E se volessi cambiare per sentirti veramente te stesso/a questo è il posto che fa per te, qui di sicuro troverai i suggerimenti e gli strumenti che ti aiuteranno, libri, incontri, chat, corsi di crescita e motivazionali. Qui non verrai giudicato, se vorrai, potrai ricevere suggerimenti, quelli che chiederai tu. Potrai sfogarti e rimanere quello che vuoi se così ti senti già perfetto/a.

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