Lettera aperta a Wayne Dyer

Caro dott. Dyer, da quando ho saputo che lei verrà in Italia il prossimo giugno, qualcosa dentro di me si è mosso.

Sono tornata indietro con il pensiero, a quella prima volta in cui mi ritrovai nelle mani il suo libro “Te stesso al cento per cento”. Era il 1981 ed io avevo quindici anni. Non entrerò troppo nei particolari ma fino a quella volta la mia vita non era stata molto felice.

Venivo da una famiglia di alcolisti, mio padre era morto mentre mi trovavo in collegio quando avevo 7 anni, mia madre si era risposata ed il mio patrigno che,  purtroppo per lui, non aveva una grande cultura, pensava che i figli si educassero con le cinghiate. Insomma, fino a quel momento, la vita non mi era sembrata questa gran cosa e nulla mi poteva far credere che ci potesse essere qualcosa di meglio.

 

Poi però arrivò il libro “Te stesso al cento per cento” che mi parlava di scelte, di responsabilità, di miracoli e di illimitatezza, di vita felice dopo la sofferenza, e via dicendo. Fu così che vidi la luce in fondo al tunnel, una piccola fiammella destinata a crescere fino a diventare un fuoco bruciante di desiderio di riscatto, di miglioramento e di crescita senza fine.

 

Te Stesso al Cento per Cento

Da non perdere

Se ce l’aveva fatta lui…allora forse anch’io… Cosa mi costava provarci. Potevo scegliere di essere quello che volevo essere e nessuno avrebbe potuto impedirmelo.

Era come se dal buio e dal nulla improvvisamente apparisse un raggio che mi mostrava una nuova direzione possibile che prima non avevo visto. Da quella volta sono passati 30 anni. Io sto continuando a voler imparare e crescere, è la ragione principale della mia vita ed è la passione che non mi abbandona mai. Non è una passione ma è “La Passione” perchè mi sta accompagnando per ogni giorno della mia vita da quella volta.

 

Devo ringraziarla davvero tanto Dott. Dyer per essere stato il primo passo di questo mio viaggio. Purtroppo non ci vedremo a Roma perchè sarò in vacanza con la famiglia ma ho imparato che le persone possono essere molto vicine anche quando non lo sono fisicamente e so che la sua presenza sarà sempre con me attraverso tutti i suoi libri che ho continuato ad acquistare e leggere. Sarebbe molto difficile dimenticarla visto che anche il mio blog, non a caso, l’ho intitolato come quel primo libro.

 

Le auguro una buona permanenza e auguro a coloro che verranno a vederla di avere la stessa ispirazione che ho avuto io per cambiare la propria vita.

Con profondo affetto e gratitudine. Eleonora

WAYNE DYER IN ITALIA A ROMA

4 thoughts on “Lettera aperta a Wayne Dyer

  1. Cara Eleonora io nascevo proprio nell’anno in cui tu leggevi un libro che in qualche modo ha cambiato la tua vita :-)
    Anche per me è stato lo stesso qualche anno più tardi; infanzia poco felice, una vita intera passata a fare cose che non mi davano gioia e l’incontro quasi inaspettato con un libro che mi ha sbloccato la mente, “I soldi fanno la felicità” di Alfio Bardolla.
    Dico sempre che un libro non può cambiare una vita e lo confermo, sei stata tu infatti che hai cambiato la tua, come io ho cambiato la mia.
    Ma aggiungo che un libro può aiutarti parecchio a trovare la tua strada, a chiarirti le idee e a darti quella spinta di cui hai bisogno per fare il primo decisivo passo.
    Amo anche io i libri di Wayne Dyer e penso che sia una persona straordinaria: merita tutto quello che ha ottenuto e la tua lettera aperta è una testimonianza splendida di quanta bontà ci sia nel mondo. Bisogna solo saperla cogliere.

  2. Carissimo Umberto, ci conosciamo praticamente da oggi ma, come prevedevo, abbiamo già tante cose in comune e ne sono davvero felice. Ti ringrazio davvero per il commento e per essere entrato a far parte dei miei amici. Un abbraccio di cuore e auguri per il tuo blog che visiterò spesso e volentieri visto che hai iniziato a imparare da Alfio Bardolla e penso potrai insegnarmi molte cose che ora ignoro. Ciao a presto. Ely

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