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20
Già, io dico basta!
Non se ne può più di sentirne parlare, io preferisco chiamare questo periodo con un altro termine “decrescita“. Sì, è vero che la decrescita c’è ed è sotto gli occhi di tutti ma se la smettiamo di parlare di crisi e gli diamo il giusto nome, l’atteggiamento con il quale la affrontiamo cambia radicalmente.
Provate a percepire che cosa trasmettono i due termini e quale dei due vi fa sentire più tranquilli, ricordatevi che anche le parole hanno una loro energia e ci fanno reagire in modi diversi.
Ma analizziamo questa famosa decrescita, se ci pensiamo un attimo, davvero nessuno di noi sapeva che prima o poi sarebbe arrivata? Davvero pensavamo che il consumismo sfrenato, la produzione di beni non necessari poteva continuare all’infinito? Davvero credevamo che si potesse sfruttare il pianeta per sempre, inquinarlo trasportando da una parte all’altra mercanzie di tutti i generi?
Abbiamo creduto davvero che ci servivano vestiti nuovi ad ogni saldo di stagione, la macchina nuova, i mobili nuovi, le schifezze alimentari pronte, solo da scaldare ma molto più costose, l’ultimo modello di cellulare e che a Natale bisogna fare assolutamente dei regali anche se sono inutili cianfrusaglie che non si sanno neanche dove mettere.
Ma davvero abbiamo creduto che il valore di un abito è nel nome che c’è scritto sull’etichetta o, peggio ancora, in bella vista così da regalargli un bel pò di pubblicità gratuita che non andrà comunque a migliorare la vita di quei disgraziati che li hanno prodotti in luoghi fetidi per 20 ore al giorno e che, mentre noi ci sentivamo fighi indossandoli, loro dormivano per terra le rimanenti 4 ore? E magari abbiamo anche creduto che, potevamo permettercelo perchè tanto esisteva il credito al consumo ed avremmo potuto pagare dopo un anno. Ma certo, molti ci hanno creduto perchè nessuno aveva interesse a farci credere il contrario e nessuno ha mai avuto l’interesse di insegnare nelle scuole dell’obbligo o in famiglia le basi fondamentali del vero benessere, quello che non ha nulla a che fare con i beni materiali di cui ci circondiamo e che assimiliamo dalla tv.
Ed ora ci stanno dicendo che c’è la crisi. Ma credete davvero che ci sia la crisi? Volete davvero credere anche a questo? Beh, sarete sempre voi a decidere quello in cui volete credere ma vorrei anche farvi vedere l’altra faccia della medaglia.
Ho deciso di non credere alla crisi ma alla decrescita e sono felice che è finalmente arrivata, perchè se credo alla crisi ho paura e se ho paura sono facilmente manipolabile e, certamente chi sta sbandierando ai quattro venti questa paura, lo sa molto bene.
Lo sapevate che il Centromarca, l’organismo che tutela e monitora gli acquisti dei prodotti di marca ha registrato un aumento degli acquisti nel mese di gennaio. Eh già, c’è la crisi e le persone acquistano più prodotti di marca per avere più sicurezza.
Ma vi siete accorti che continuano ad aprire sempre più ipermercati e megastore di prodotti tecnologici? Guardatevi intorno e usate il vostro senso critico, non continuate a farvi manipolare, questa non è crisi, è decrescita! E’ una curva fisiologica, tutto funziona a cicli, dal movimento terrestre al nostro ritmo del sonno, alle maree ecc., tutto è ciclico e la decrescita è la curva più bassa di un ciclo in cui abbiamo creduto che ci servisse più del necessario.
Se non ci faremo manipolare con la paura ed accetteremo il fatto che si può vivere tranquillamente e bene con molto meno, che non succederà nulla se terremo lo stesso cellulare per qualche anno e che se non riusciremo ad andare alle Maldive o sul Mar Rosso oppure a fare una crociera potremmo finalmente goderci gli splendidi posti che abbiamo vicino a noi.
Potremmo pensare che è meglio fare una buona torta semplicemente con farina, burro, zucchero e uova, magari fatta insieme ad in nostri bambini invece che di acquistarla pronta e piena di conservanti ma più cara, e che per fare un piatto di pasta con il pomodoro ci vogliono solo 10 minuti in più rispetto a quella che salta ed è molto meno sana e non avremmo inquinato facendola arrivare con i camion nel supermercato sotto casa perchè i pomodori li avremmo acquistati nel mercato dei produttori locali. La decrescita può essere un bene e, se apriamo gli occhi e non ci facciamo prendere dal panico, è davvero l’occasione giusta per riappropriarci della nostra umanità e naturalità, così da farla diventare una decrescita felice. Vi auguro di avere la saggezza per superare il momento nel migliore dei modi. Un abbraccio. Eleonora
Per Approfondire:
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Discorso sulla Decrescita + CD Audio Manifesto per una felice sobrietà |
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Maurizio Pallante
La qualità della vita non dipende dal PIL |
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5 Responses to “E basta parlare di crisi!!!”
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febbraio 20th, 2009 at 20:24
Parole sante!!!
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febbraio 21st, 2009 at 00:24
Carissima,
sottoscrivo tutto fino all’ultima virgola
Un uso consapevole delle parole è fondamentale per vivere felici, nel pieno rispetto di se stessi, degli altri, di ogni forma vivente e del nostro meraviglioso pianeta che ci ospita.
Per dirla con Nanni Moretti: “Chi parla male pensa male e vive male”. Una battuta indimenticabile del film “Palombella rossa”, diventata ormai un aforisma.
E’ sull’”ignoranza” che si sviluppano le manipolazioni di ogni genere. Sull’argomento esiste una bibliografia infinita, ora mi viene in mente “E la Verità vi renderà Liberi” scritto da David Icke, un autore forse controverso ma che vale la pena leggere per farsi un’idea delle “grandi manovre” per controllare le nostre vite.
La prima forma (e l’unica efficace) per esercitare il nostro diritto di voto è il consumo responsabile. Potremmo vivere benissimo, acquistando solo le cose strettamente necessarie e prodotte eticamente. Le torte e le varie pietanze preparate in casa son più buone e genuine, anche grazie a due ingredienti molto preziosi: la nostra energia personale e il nostro tempo.
Continua così Ely
Un abbraccio.
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febbraio 23rd, 2009 at 10:16
Ciao Eleonora, sono pienamente d’accordo con quanto dici. Anche io nel mio blog ho parlato di crisi, o meglio, di quello che tv e giornali vogliono far crederci. Dici una cosa saggia, si vuole instillare la paura nei cittadini, perchè avendo paura siamo più manipolabili, per cui si vuole creare tutta questo allarmismo.
Complimenti per il tuo blog.
Un Abbraccio
Francesco
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febbraio 25th, 2009 at 00:05
Grazie Francesco, ho avuto anch’io modo di leggere alcuni dei tuoi articoli e mi sono ritrovata in sintonia su molte cose, continuiamo così, ognuno con il suo piccolo contributo, grazie per il tuo. Un abbraccio. Eleonora
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febbraio 25th, 2009 at 00:08
Caro Roby, quanta profondità dietro a questo commento, proprio perchè ti conosco, senza presunzione, ma conosco la profondità del tuo animo ed apprezzo la tua umiltà di non volerlo dimostrare con parole superflue. Ti voglio bene. Ely
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