Chi ha paura della morte?

tunnel di luce

Peccato non riusciate a vedere il mio sorriso ora, mentre sto immaginando cosa potrebbe passarvi per la testa in questo momento.
Di certo è che una buona parte di voi che ora state leggendo avete una gran voglia di uscire da questo blog, ma preferisco correre il rischio e continuare con questo post. Quelli che sono pronti a sentire parlare di morte senza spaventarsi sono certa che rimarranno.
Stamattina, mentre ero in macchina, stavo pensando che sarebbe stato giusto condividere le mie nuove consapevolezze sulla morte con chi fosse stato pronto a leggerle e a commentarle.

Non so voi, ma fino a qualche tempo fa, il solo termine “morte” mi faceva andare subito con la testa ad altri pensieri, come fa uno struzzo quando mette la testa sotto la sabbia, quasi che se non si nomina una cosa questa non esiste.

Invece circa un anno fa, ho cominciato a guardarla in faccia, mia madre si è ammalata di cancro e qualcosa mi ha fatto decidere di prepararmi all’inevitabile sua morte.
Poi si è ripresa ma ora il cancro è ricomparso e non ci sono più possibilità di guarigione, no piano, la medicina ufficiale ha alzato le braccia, io credo profondamente che le possibilità ci siano ma non si tratta della mia vita e mia madre ha scelto la medicina ufficiale.

Quindi ho ripreso a leggere ed informarmi su cosa accade dopo la morte e quello che ho scoperto è una cosa che mi rasserena molto. Ho intenzione di scrivere periodicamente un post che aiuti anche altre persone, che come me si trovano nella stessa situazione o che ci si sono trovate, a non chiudere gli occhi ma aprire il cuore perchè quello che ho imparato e che sento come vero può davvero cambiare l’approccio verso questo argomento fino ad abbracciarlo come la più bella esperienza per noi e per i nostri cari. Un abbraccio e a presto. Eleonora

13 thoughts on “Chi ha paura della morte?

  1. ciao Ely, grazie per questo impegno che ti sei preso.

    Ho letto in qualche posto, non mi ricordo esattamente dove, “Signore fai che la morte mi trovi esausto”.
    Questo significa che durante la nostra vita, ognuno di noi ha dato tutto ciò che ha.
    Questo, io penso, è il nostro impegno in questa terra come….La Lucciola Generosa.

    un grande abbaccio
    Giovanni

  2. ..io credo che la morte non sia altro che un ritorno a casa …un duro distacco per chi rimane, ma per chi va solo una grande gioia!
    …tu dici “ma non si tratta della mia vita e mia madre ha scelto la medicina ufficiale”… Conosci l’ho’oponopono? E’ sufficiente che a voler cambiare le cose sia tu, non serve il supporto di nessun altro!! certo non puoi scegliere tu come andranno le cose, ma puoi confidare nel fatto che la soluzione sarà la migliore possibile per tutti! ti abbraccio giò

  3. Ciao Eleonora,
    la morte è come il buio, ci fa paura perchè non possiamo vedere,basta una semplice lampadina di luce che si chiama fede per vedre oltre la semplice materialità.
    La vita infondo è fatta di quattro fasi + 1,mi spiego:
    nascita,crescita,invecchiamento,morte,e rinascita.
    Quindi la morte è un semplice passaggio.
    Ciao e a presto.

  4. Grazie carissimo Antonio per l’interessante commento, come succede spesso la semplicità è la strada migliore ed la tua spiegazione sintetica rappresenta così bene un verità profonda, avremo modo di condividere ancora questi concetti, intanto ancora grazie per il tuo contributo, un abbraccio

  5. Cara Giovanna, approfitto dell’occasione per ringraziarti oltre che per il commento anche per il bel report sull’Ho’ponopono che ho scaricato proprio dal tuo blog http://giopop.blogspot.com/. Non sono riuscita ancora a leggerlo tutto ma l’Ho’ponopono è una tecnica che mi attrae molto. La sto mettendo in pratica qualche volta e sicuramente avremmo modo di condividere la nostra esperienza sui risultati, un abbraccio di cuore e a presto

  6. Giovanni caro, è sempre un piacere enorme leggere i tuoi commenti, hai proprio ragione, a volte mi trovo a giudicare le persone perchè “potrebbero fare di più”, però forse lo stanno già facendo, ognuno secondo il percorso che ha scelto prima di arrivare qui e non bisognerebbe mai dimenticare che ognuno sta facendo il proprio meglio in qualsiasi momento. Un abbraccio, la tua lucciola illumina il mio cuore http://www.lafavolavagante.com/. Ely

  7. Ciao Eleonora, grazie per il tuo interessante post. Quello della morte è un tema difficile, e sei stata coraggiosa a parlarne. Ognuno si è cotruito una propria convinzione riguardo a ciò che succede dopo la morte. Io ho la mia, io credo che dopo la morte finisce tutto. Ne c’è sofferenza ne piacere ne inferno ne paradiso. Comunque sarò felice di leggerò con molto interesse i tuoi futuri post sull’argomento.
    Un abbraccio e a presto

  8. Ciao Bartolo, grazie tante per il commento e per la tua opinione in merito che è molto apprezzata, voi tutti mi aiutate a capire quali sono i diversi approcci a questo argomento ed è un grande arricchimento per me, grazie ancora e un abbraccio anche a te. Ciao

  9. Credo che la morte spaventi un po’ tutti, non tanto per la morte in sè, ma per la paura di lasciarsi alle spalle, cose o persone, che nella tua vita sono state essenziali.
    Non penso che ci si possa preparare alla morte, credo che si possa solo accettare come ultima tappa di un viaggio. Come hanno già detto prima di me, è un ritorno a casa, come quando torni da qualche parte, dopo esser stata in giro tutto il giorno e vedi la porta di casa e ti si illuminano gli occhi.
    Non bisognerebbe averne paura, l’oscurità non nasconde sempre presenze maligne, ma a volte solo il puro piacere del riposo. La vera morte è quando ti muore l’anima e il tuo cuore continua a battere imperterrito difronte al dolore, chiudere gli occhi difronte alla vita forse è il vero premio che ci spetta.
    ciao.

  10. Cara Sofia, a parte scusarmi per il ritardo con il quale ti rispondo, posso solo ringraziarti per il bellissimo commento. Davvero non richiede altre parole, solo un grande grazie. Un abbraccio. Ely

  11. LA MORTE NON È NIENTE

    La morte non è niente.
    Sono solamente passato dall’altra parte:
    è come fossi nascosto nella stanza accanto.
    Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
    Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
    Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
    parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
    Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
    Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
    di quelle piccole cose che tanto ci piacevano
    quando eravamo insieme.
    Prega, sorridi, pensami!
    Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
    pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
    La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
    è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
    Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
    Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
    Rassicurati, va tutto bene.
    Ritroverai il mio cuore,
    ne ritroverai la tenerezza purificata.
    Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami:
    il tuo sorriso è la mia pace.

    Sant Agostino

  12. Che meraviglioso approccio alla morte, ti ringrazio davvero tanto per questo commento che riassume benissimo quello che volevo dire con il post. Perdonami se non mi sono preoccupata di risponderti subito, ero appunto impegnata vicino a mia suocera che stava morendo e poi non sono più entrata nel blog. Grazie infinite per il tuo contributo. Un abbraccio forte. Eleonora

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