Pronta a volare di nuovo

Dopo ben due anni dall’ultimo post, ricomincio a scrivere nel blog, non vi so spiegare il perchè di questa assenza, avevo solo bisogno di rintanarmi nel nido, avevo bisogno di fare silenzio, non sentivo di aver nulla da dire e da dare.  Non sono stata in silenzio solo qui, l’ho fatto dappertutto, nella vita fuori di qui e nei social, tanto che ad un certo punto, qualche mese fa ho pensato di chiudere questo blog pensando che non mi rappresentasse più. Ed è così che ho pensato di andare a rileggerlo per ricordarmi il motivo per cui l’avevo aperto e qualcosa è scattato dentro di me.

Non era vero che non mi rappresentava più, anzi, rileggerlo è stata la mia ancora di salvezza, rileggerlo mi ha emozionata, mi ha fatto ritrovare me stessa e desiderare di scrivere di nuovo. Mi ha fatto desidrare di volare di nuovo sulle ali della mia interiorità e della mia grandezza come essere umano.

Ora mi sento di nuovo pronta a volare e spero di trovare qualcuno di voi a farmi compagnia durante il mio viaggio. Vi ripropongo il video che rappresenta al meglio il mio stato d’animo attuale, buon viaggio

 


Ma che cosa vi sto raccontando

Da un paio di mesi frequento un corso di comunicazione. Almeno io credevo di iscrivermi ad un corso di comunicazione come tanti altri, ma mi sono ritrovata in un vero e proprio laboratorio che mi ha messo in seria difficoltà.

In un laboratorio, come evoca la parola stessa, si lavora. Non si sta seduti ad ascoltare le lezioni e a prendere appunti che poi non si rileggeranno mai. In un laboratorio si fa esperienza, ci si mette in gioco, si rischia e soprattutto non si può mentire.

Quando hai di fronte un’insegnante che sa leggere quello che il tuo corpo e la tua voce dicono oltre alle parole, è veramente dura. Ti fa da specchio e ti fa vedere quello che non ti piace di te, quello che sai che devi cambiare. Se poi l’insegnante è davvero bravo, non te le manda a dire, te lo urla in faccia quello che sei e che devi mostrare di te. E lo urla perchè lui è onesto e pretende lo stesso da te.

Ho fatto una fatica tremenda ad andare ad ogni lezione, sapevo che ogni lezione mi avrebbe mostrato quello che non volevo vedere. E ho capito quello che non volevo vedere è la mia profonda disonestà verso me stessa, verso chi mi sta vicino e verso di voi che mi leggete.

La disonestà principale sta nel non voler mostrare la mia vulnerabilità, le mie paure, le mie difficoltà. Cerco di mostrare sempre il mio lato migliore, di essere la brava ragazza, quella che piace e che dice sempre la cosa che fa star bene gli altri, quella che aiuta anche se non ne ha voglia.

Ma non sono solo questo, ho anche tante paure, spesso non mi stimo, mi rendo invisibile, non rischio e non mi butto per paura di fallire, voglio stare comoda ed evito con cura le occasioni che potrebbero portare delle critiche o dei giudizi sgradevoli. E tutto questo finora non ve l’ho mostrato.

Ho scritto nel blog solo quando potevo darvi qualcosa di buono e positivo, qualcosa che poteva stimolare commenti positivi, ma così facendo vi ho fatto vedere solo una parte di me, quella illuminata, non quella oscura.

Di percorsi di crescita ne ho fatti tanti ma forse questo laboratorio è il primo che davvero mi dà lo stimolo giusto per cambiare. Non è un percorso di crescita ma mi sta facendo lavorare molto più di tanti altri fatti finora.

Questo articolo dovevo scriverlo ieri sera, dopo essere rientrata dal corso, quando la tensione era ancora alta.  Ieri ho imparato che la “scomodità è l’obiettivo”, ma la scomodità di quello che volevo scrivere era troppa, non ce l’ho fatta ma sono contenta di esserci riuscita oggi.

Nulla accade per caso ed oggi sono stata aiutata anche da questo video che parla di vulnerabilità. La vulnerabilità come strumento di connessione con gli altri. Ve lo suggerisco davvero, è sottotitolato in italiano.

Vi abbraccio e mi scuso per non avervi dato tutta me stessa prima di ora. Da oggi in poi, sarà diverso.


Fuori dalla zona di comfort

Evviva, ci sono riuscita!

Ebbene sì, finalmente sono riuscita a pubblicare il mio primo video su Youtube e anche qui sul blog. In realtà non è proprio il primo, nel primo apparivo molto più imbarazzata ed ho scelto di registrare questo dopo aver preso un pò di confidenza in più con la webcam.

Questo è per me un vero stretching emotivo per il superamento dell’imbarazzo, della paura del giudizio e della critica.
Forse avrete già sentito dire che per l’essere umano la paura più grande è quella della morte, ebbene, qualcuno dice che la paura di parlare in pubblico sia equivalente a quella della morte.

Appurato dal mio precendente articolo “Chi ha paura della morte” che la prima paura è superata, non mi restava che superare la seconda più grande. Questo è solamente un primo gradino. Infatti ho intenzione di creare altri video e audio per comunicare con voi in maniera più completa e onesta. Ci sono molte cose che traspaiono dalla comunicazione non verbale o paraverbale e che forse finora non volevo farvi vedere. Avevo la pretesa di essere vista senza mostrarmi fino in fondo ma questo è impossibile.

E’ impossibile soprattutto perchè tutti abbiamo degli schemi mentali e delle credenze che ci fanno giudicare le persone entro i primi 10 secondi da quando le conosciamo ed il mio stretching consiste proprio nell’accettare di essere vista attraverso i diversi schemi mentali che ognuno ha e che forse non corrispondono a come sono realmente io. E’ una sfida di crescita.

Se avrete piacere di commentare o rispondere in qualche modo, io avrò l’opportunità di capire cosa traspare o cosa riesco davvero a veicolare attraverso la mia comunicazione e correggere il tiro se dovesse essere necessario e poter così migliorare.

Vi ringrazio per avermi seguito fino a qui e state certi che mi vedrete e ascolterete ancora a lungo. Intanto date un’occhiata al mio “quasi” primo video :).

Ciao, a presto.

Eleonora


La nostra più grande paura…

 

La poesia originale è di Marianne Williamson ma l’adattamento al film è molto bello. Spero che riesca a toccarvi nel profondo come è accaduto a me. Un abbraccio. Ely

 

La nostra più grande paura non è quella di essere inadeguati. La nostra più grande paura è quella di essere potenti al di là di ogni misura.
E’ la nostra luce e non la nostra oscurità che più ci spaventa.
Agire da piccolo uomo non aiuta il mondo, non c’è nulla di illuminante nel rinchiudersi in se stessi cosicchè le persone intorno a noi si sentiranno meno insicure.
Noi siamo nati per rendere manifesta la gloria che c’è dentro di noi. Non è solo in alcuni di noi, è in tutti noi. Se noi lasciamo la nostra luce splendere, inconsciamente diamo alle altre persone il permesso di fare lo stesso.
Appena ci liberiamo dalla nostra paura, la nostra presenza automaticamente libera gli altri

Marianne Williamson ha contribuito recentemente alla stesura di un libro che tratta proprio del potere del nostro lato oscuro, “The Shadow Effect”.

The Shadow Effect

Buono


Ho-Oponopono

MI DISPIACE, SCUSA-PERDONAMI,GRAZIE, TI AMO

 


MI DISPIACE di non farmi viva da un pò di tempo, di non condividere con voi le mie emozioni o quello che mi accade e che potrebbe esservi utile, siete sempre nel mio cuore ma sarebbe bene anche dimostrarlo di tanto in tanto.


SCUSA-PERDONAMI perchè non vi ho ancora ringraziato per le tante iscrizioni che arrivano a questo blog come segno di apprezzamento.


GRAZIE, lo faccio ora anche per le volte che ho apprezzato i vostri commenti e le vostre gradite visite e non ve l’ho detto.


TI AMO, vi voglio davvero tanto bene, senza di voi il blog non avrebbe motivo di esistere.


Mi dispiace, scusa-perdonami, grazie, ti amo, alla splendida Giovanna da cui ho scaricato per la prima volta il suo splendido report sull’Ho-Oponopono e a quella fantastica triade Josaya che lo ha diffuso.

Grazie ragazzi, vi voglio un mondo di bene.

Ely

Macrolibrarsi.it presenta il libro: Ho'oponopono di Mabel Katz


Basterebbe ascoltare la propria anima

fiammella


Fino a qualche giorno fa, pur sapendo che siamo un insieme di anima, mente e corpo, non ero ancora riuscita ad individuare dentro di me quella parte che è piu’ difficile da definire, ossia l’anima. Quando pensavo all’anima pensavo a qualcosa di etereo, difficilmente descrivibile con la mente razionale e non avrei mai pensato di poterla “vedere”.

 

L’altro fine settimana invece, ho partecipato ad una sessione di “Costellazioni familiari” con la splendida Eugenia Ortolani e la mia sorpresa piu’ grande è stata poter vedere la mia anima, il suo modo di interagire con le persone, il suo malessere per il fatto che non sto facendo quello che avevo scelto di sperimentare in questa vita terrena e per il fatto di non ricordare perché mi trovo qui adesso.

 

Ho realizzato che è molto piu’ semplice di quanto si creda vivere la propria vita pienamente quando “so chi sono” e “cosa sono venuta a fare in questo mondo”, diventa tutto piu’ chiaro e ci si focalizza sulle vere intenzioni della nostra anima. Questo percorso mi ha davvero emozionato e stimolato ancora di piu’ ad indagare sullo scopo della mia vita. Dopo tutti questi anni di “amnesia” sono felice di aver trovato uno strumento per “ricordare”.

 

Già, il termine giusto è “ricordare” perché, come scriveva spesso Neal Donald Walsch nelle “Conversazioni con Dio”, non siamo venuti su questa terra per imparare,  sappiamo già tutto,  abbiamo scelto di incarnarci per “ricordare” e sperimentare tutti gli aspetti dell’essere umano.

 

Alla luce di questa mia nuova consapevolezza, sono sorpresa per la semplicità con la quale ognuno di noi potrebbe vivere la propria vita pienamente consapevole del proprio scopo, basterebbe ascoltare la propria anima.

Per approfondire:

 

Aneddoti e brevi racconti
ISBN: 8848115713

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Esperienze, riflessioni, esempi
ISBN: 9788848122320

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La forza rivelatrice delle costellazioni familiari

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Auguri per un anno pieno di scelte!

Questo è uno dei brani che più mi hanno aiutato in questo anno passato e ringrazio tanto il trainer Ignacio Malerba per avermelo fatto conoscere.

Ve lo dedico con la speranza che possa esservi utile durante il nuovo anno. Il più bel regalo che possiate fare a voi stessi è di concedervi la libertà di scegliere sempre e comunque. Un abbraccio lungo tutto il 2010!!!

Glitter di natale by Follettarosa

 

PADRONE DELLE MIE EMOZIONI

Oggi sarò padrone delle mie emozioni.

Se mi sento depresso, canterò.

Se mi sento triste, riderò.

Se mi sento malato, raddoppierò il mio lavoro.

Se sento paura, mi lancerò in avanti.

Se mi sento inferiore,  vestirò nuovi panni.

Se mi sento insicuro, alzerò la mia voce.

Se mi sento in povertà, penserò alla ricchezza futura.

Se mi sento insignificante, ricorderò i miei obiettivi.

 

Oggi sarò padrone delle mie emozioni.

Se si impadronisce di me la fiducia eccessiva, ricorderò i miei fallimenti.

Se mi sento incline a portarmi in eccesso sulla “bella vita”, ricorderò la miseria passata.

Se sento compiacenza, ricorderò i miei concorrenti.

Se godo di momenti di grandezza, ricorderò momenti di vergogna.

Se mi sento onnipotente, cercherò di fermare il vento.

Se raggiungo grandi ricchezze, ricorderò una bocca affamata.

Se mi sento orgoglioso in eccesso, ricorderò un momento di debolezza.

Se penso che la mia abilità non ha eguali, contemplerò le stelle.

In definitiva, oggi sarò padrone delle mie emozioni.

OG MANDINO


Chi ha paura della morte?

tunnel di luce

Peccato non riusciate a vedere il mio sorriso ora, mentre sto immaginando cosa potrebbe passarvi per la testa in questo momento.
Di certo è che una buona parte di voi che ora state leggendo avete una gran voglia di uscire da questo blog, ma preferisco correre il rischio e continuare con questo post. Quelli che sono pronti a sentire parlare di morte senza spaventarsi sono certa che rimarranno.
Stamattina, mentre ero in macchina, stavo pensando che sarebbe stato giusto condividere le mie nuove consapevolezze sulla morte con chi fosse stato pronto a leggerle e a commentarle.

Non so voi, ma fino a qualche tempo fa, il solo termine “morte” mi faceva andare subito con la testa ad altri pensieri, come fa uno struzzo quando mette la testa sotto la sabbia, quasi che se non si nomina una cosa questa non esiste.

Invece circa un anno fa, ho cominciato a guardarla in faccia, mia madre si è ammalata di cancro e qualcosa mi ha fatto decidere di prepararmi all’inevitabile sua morte.
Poi si è ripresa ma ora il cancro è ricomparso e non ci sono più possibilità di guarigione, no piano, la medicina ufficiale ha alzato le braccia, io credo profondamente che le possibilità ci siano ma non si tratta della mia vita e mia madre ha scelto la medicina ufficiale.

Quindi ho ripreso a leggere ed informarmi su cosa accade dopo la morte e quello che ho scoperto è una cosa che mi rasserena molto. Ho intenzione di scrivere periodicamente un post che aiuti anche altre persone, che come me si trovano nella stessa situazione o che ci si sono trovate, a non chiudere gli occhi ma aprire il cuore perchè quello che ho imparato e che sento come vero può davvero cambiare l’approccio verso questo argomento fino ad abbracciarlo come la più bella esperienza per noi e per i nostri cari. Un abbraccio e a presto. Eleonora


La mia luce

candle

Ecco, ora sono tutto ciò che voglio essere ed ho tutto ciò che mi serve.

So che la cosa più importante è far risplendere la mia luce.

Devo ricordarmi di non oscurarla con paure, dubbi, depressione, ansia da “cose che devo fare”.

Se faccio risplendere la mia luce allora “sono“.

Se penso che devo fare per essere, la mia luce si spegne soffocata dalla paura.

Il mio compito è di “essere

Essere per i miei cari, per gli amici, per le persone che hanno bisogno della mia luce per poter riscoprire la propria.

Ecco perchè il dover fare ad ogni costo mi porta sofferenza, perchè quando voglio fare dimentico di essere.

Grazie Eloisa per esserci con il tuo blog. Leggere la tua Favola mi ha fatto riscoprire questa cosa importante. Ci sono molti modi per aiutare le persone e tu ora hai aiutato me. Grazie!



Eleonora


La voce della luna

Questo è un favore personale che faccio ad una cara amica. Era da un pò di tempo che non la rivedevo e quello che mi ha raccontato non mi ha lasciato indifferente.

Si tratta di una notizia di cronaca della mia città, Trieste, accaduta circa un anno fa e che non si sta risolvendo nel migliore dei modi. Riguarda suo fratello, un imprenditore triestino molto noto per le cose che è riuscito a fare nella sua città e che ha visto bruciare il suo locale La Voce Della Luna aperto giorno e notte, sul lungomare che porta da Trieste al castello di Miramare, mentre lui era dentro, cercando di recuperare la stanchezza prima di riaprire nuovamente.

Molti triestini e non, conoscevano quel locale ed anche io c’ero stata un paio di settimane prima.

Questo signore, Marcello Di Finizio, ora sta facendo lo sciopero della fame per una serie di vicissitudini burocratiche che non gli stanno permettendo di rimettere in piedi l’attività. E’ allo stremo delle forze fisiche e psicologiche. E’ un uomo che sta combattendo per la sua dignità di uomo ed imprenditore che, come accade spesso in Italia, non viene visto dal punto di vista umano dalle persone che stanno nei palazzi e che non si rendono conto di essere, in qualche caso, responsabili anche della vita e della morte delle persone.

Anche il sindaco di Trieste, Roberto Di Piazza, a suo tempo si era mosso per sensibilizzare la popolazione ma ora sembra che interessi politici superiori lavorino a sfavore di questo imprenditore.

Il mio post lo dedico a lui ed a sua sorella, visibilmente preoccupata, la quale mi ha dato una copia della lettera aperta indirizzata ai politici italiani che, si spera, riescano a mettere da parte la loro rigidità ed indifferenza che nascondono dietro a regole scritte da uomini ma che nulla hanno a che fare con regole morali che dovrebbero prescindere dalle precedenti.

Il mio pensiero và a tutte le persone coinvolte e questo è il mio piccolo contributo, spero che leggendo questa lettera vi sia venuta voglia di dedicare qualche minuto del vostro tempo per leggere la vicenda dettagliata, sono certa che conoscere quest’uomo non lascerà indifferenti neanche voi. Potete contribuire firmando la petizione rivolta ai politici affinche facciano quanto è in loro potere per risolvere questa spiacevole vicenda.

Questo scrive lui in chiusura della sua lettera aperta a tutti noi:

“Spesso la gente mi vede come una persona molto forte,
coraggiosa e determinata, ma devo confessare che io
non sempre riesco ad essere così impavido e tanto meno
sicuro di quello che faccio. A dispetto delle apparenze
invece… vorrei essere più coraggioso, ma in questo
momento ho veramente molta paura per il mio futuro,
anche se la mia paura più grande non è quella della
povertà e so che sembrerà strano ma neppure della
morte, quello che mi spaventa di più è di essere
dimenticato, e che tutto questo vada perso per sempre.
Penso che la vera ricchezza risieda nella capacità di
donarsi agli altri con le mani piene di allegria, senza
paura di perdere qualcosa o di essere fraintesi, nella
capacità di riconoscere la bellezza in ogni sua forma,
quella bellezza dalle proprietà balsamiche e
medicamentose, che trova il suo senso nella
condivisione, capace di produrre una magia così
potente da far vibrare l’umanità ad un livello più alto,
verso quell’immensa e meravigliosa anima collettiva.”
Con affetto
Marcello Di Finizio


E questo è il mio personale appello ai triestini ed estimatori di Trieste

Tutto ciò che è necessario per il trionfo del male, è che gli uomini di bene non facciano nulla”
Edmund Burke (1730 – 1797)